blue neon edicola 1
E’ da poco sto nel gabbiotto, dev’essere per quello che non mi ha mai visto. No signora, c’è ancora anche lui, è mio cognato, brava persona davvero. L’edicola, mio cognato e la sua edicola, stai tu in edicola di pomeriggio, che io c’ho i bambini e tutto il resto. Io giocavo al pallone, ero forte, davvero. Giocavo al pallone in porta, signora, fenomeno vero. Sì, Donna 3000 è arrivato, signora, sta lì dietro ai foulard omaggio. Capisce? Ero forte, venivano a vedermi gli osservatori, quelli delle squadre serie. Quelli che scelgono I giocatori giovani, non so se mi spiego. Anche dell’Atalanta, e poi il Milan. No, signora, non ho biglietti del tram, quelli li trova nel bar di fronte, attraversi con cautela, signora. Mi ha preso il Milan, tutta la trafila delle giovanili, ero un ragno. E poi cosa è successo? Sapesse, signora…
2
No, no signora, non sono io che decido. Certo, ha ragione, esporre i film porno, a quest’ora, in quella posizione, non va bene. Anche se, signora, sono proprio I bambini a comprarne di più, non so se mi spiego. Mi creda. Le dicevo, giocavo a calcio, in porta, mi prese il Milan. Tutti fortissimi, sa? Giocavo con quelli che poi sono finiti in serie B, in serie C. No, in serie A no, signora, mica siamo nelle favole. Sì, quello che ha in mano è un film erotico, signora, non porno, quindi posso metterlo bene in vista. E’ un allegato. Beh, insomma, cinque allenamenti a settimana più la partita, studiavo in un college. Che poi somigliava di più a un collegio, un sacco di regole e lei, signora, la vede la mia faccia… Regole… Insomma, studio e calico, studio e calico, non si usciva mai. Sono novanta centesimi, grazie Dottore. Insomma signora, poi è successo…
3
Succede così, signora, che la vedono giocare e la scelgono. E poi mi hanno portato a vivere in questo posto, bello, per carità, bello davvero, ma lontano da casa. Insomma, signora, una di quelle cose che torni dai tuoi solo alla domenica e riparti il lunedì mattina, perchè il sabato giochi. No, le tazze con la faccia del Papa non le abbiamo signora, però, nella busta accanto a quella dei “Mestoli da collezione”, dovrebbe trovare I bicchieri da amaro decorati da Mirò. Sì signora, in edicola c’è un po’ di tutto ormai. Vero, mancan solo le scatolette per gatti, vero. Insomma, dormivo lì, tutte le sere, ma non mi piaceva mica, un brutto ambiente davvero. Insomma, diciamoci la verità signora, tutta gente che sgomitava per arrivare. Io? In porta signora, quello che la può prendere con le mani…
4
Non ho Tuttocittà, non ho gratta e sosta e non ho biglietti del tram. E lei, mi scusi, se proprio vuole parcheggiare, prendere un mezzo e trovare la via, mi assuma come navigatore, che c’ho mica tutto questo tempo io. Ma si rende conto, signora? In questa edicola c’è di tutto e questo mi chiede le uniche cose che non ho. Che poi sono le uniche utili, ma lasciamo stare, davvero. Nel college in cui stavo, quello del calico, c’erano un sacco di materiali sportive, ovvio signora. Roba per allenarsi e giocare: tute, scarpe, palloni. Ogni ben di Dio, davvero. Dica Dottore… No, non esce più, o meglio, è diventato semestrale. Sì, glielo tengo da parte insieme agli altri. Ci pensa signora: non avevo mai visto tante maglie da calico nello stesso posto. E tutte nuove e numerate. E sa cos’è successo…?
5
Signora, io prima di andare lì giocavo in una squadretta, roba piccola. Lo sponsor era un bar del quartiere, il campo in terra. In porta, giocavo in porta signora, ma a volte sembra che lei non mi ascolti. Dica? Allora, solo il quotidiano costa 90 centesimi, con il cd rom costa 7 e 90, con il dvd 14 e 99, con l’allegato viaggi e il cd rom… prende tutto? No, non accetto assegni… Va bene, a dopo. Sì, I portieri sono un po’ matti, o almeno così si dice in genere, quando non si sa cosa dire. No, non so se sono matto, so che faccio di testa mia. La vede questa faccia, signora? Le pago sempre tutte, io. Allora, ero lì, lontano da casa, in mezzo a gente che non mi piaceva, che non stava mai allo scherzo, con un sacco di materiale sprecato. Cos’ho fatto? Ora glielo spiego, però lei ascolti signora…
6
Allora ha capito, signora? Prendono un ragazzino, promettono ai genitori di farlo diventare fortissimo, che poi lui quando arriva in serie a,b,c gli compra la villetta monofamiliare e gli fa nipoti bellissimi e fotogenici, e poi lo sbattono lì, in un posto pazzesco in periferia. Mi dica, se proprio non può aspettare un attimo… No, non ho biglietti per la Lotteria. Ma li sente signora? Nemmeno ci pensano che io e lei stiamo parlando. Allenamenti, studio, letto. Poco divertente. Meglio la domenica, al campo dell’oratorio, con gli amici. Ma lì mancavano maglie e palloni… Ho seguito il magazziniere, il primo giorno, a fine allenamento. Ho guardato dove metteva le divise, quelle da lavare: un cesto appena fuori dallo spogliatoio. Non ho iniziato subito, ho preferito studiare bene I tempi. Sa, Diabolik, tutta quella roba lì l’ho sempre letta, mica faccio le cose a caso, capisce?
7
Mi sono organizzato, signora. L’ho cronometrato, il magazziniere: quanto ci metteva a raccogliere le maglie, quanto ci metteva a chiudere lo stanzone, dove metteva le chiavi. Le ho detto che Diabolik mi piace molto. E sa cosa, anche James Bond, tutti quei trucchi. Magari prima o poi si metteranno a vendere una macchina come la sua, a fascicoli, qua in edicola. Insomma, l’ho seguito e mi sono nascosto nei bagni, quando si è distratto, sono corso al sacco e ho preso una maglia. Una sola. Per non dare nell’occhio. Cosa? No signora, non sarei contento se lo facessero a me, se mi rubassero I giornali. E a volte me li rubano, sa? Giornali, videocassette, tutto quello che riescono a portare via di corsa. Ma quelli se li tengono, io le magle mica le prendevo per me. No signora, non mi sento Robin Hood, però nemmeno tanto in colpa… Una sola, la prima volta ne ho presa una, e sono scappato, in silenzio, prima che tornasse a prendere il sacco da lavanderia
8
Ha mai provato a rubare, signora? No, dice? Ne è sicura? Perchè se lei mi dice che anche se lo facevo per un buon fine, sempre di un furto si tratta, mi spiega cosa faceva settimana scorsa, quando l’ho vista infilarsi in borsa tre copie di un mensile con pareo in regalo? Faceva raccolta per la parrocchia? Come mi permetto, dice? Non mi permetto proprio, faccio finta di non aver visto. Non siamo perfetti. Insomma, è vero, era sbagliato e me ne rendevo conto. Ma lei ha presente la gioia di vedere gli altri tutti vestiti bene, leccati e puliti sul campo di terra battuta dell’oratorio? Dei signori, davvero, e lo spettacolo ne guadagna… Insomma signora, lei se li vede Vieri e gli altri giocare chi a torso nudo, chi con le braghette, chi con la tuta… Io ho fatto ordine, con le tenute portate via un po’ alla volta. Quale dvd vuole? Quello su Berlusconi o quello di Berlusconi?
9
Non mi hanno scoperto subito. Prima hanno accusato il magazziniere. Anzi, signora, non mi avrebbero scoperto proprio se non avessero accusato il magazziniere e non mi fossi sentito in colpa. Un padre di famiglia, povero cristo. Alla fine ero diventato insaziabile e rubavo di tutto. Rubavo… possiamo parlarne finchè vuole, ma in sostanza le ho detto che toglievo ai ricchi per dare a me e ai poveri. E per giocare a calico, e per il calico vale tutto, guardi che casino fanno, se la vuol prendere con un ragazzino….? Robin Hood, sì, me l’ha già detto l’altra volta. Robin Hood, il libro? Non ce l’ho signora, qui solo giornali. E video. E dvd. E cd. E libri. E altro, solo che io non voglio più distinguere, non ci capisco niente. Io registro tutto, lo espongo e poi mi fumo una bella sigaretta nel retro. E aspetto… Mica sono tutti come lei, alla gente non piace più fare due chiacchiere
10
Cambia la vita, signora, in pochissimo tempo. Le voci girano, la fama del teppistello ti stronca e ti segue ovunque. Hai voglia a dire che loro quelle maglie le avrebbero buttate, che in fondo era una buona pubblicità dare del materiale a chi non aveva nulla, che se il magazziniere era un po’ tonto io che ci potevo fare… no, hai rubato e hai trasgredito, e ti fanno fuori. Lì, a dieci centimetri dalla Primavera. No, non la stagione, la Primavera è una categoria del calcio giovanile, signora. Da lì si passa in prima squadra, da lì si fanno I soldi. Quelli veri. No, non ci sono arrivato, come vede sono qui. Però all’oratorio sono sempre un idolo, deve vedere signora. I ragazzini mi indicano, si danno di gomito e fanno ‘ma lo sai che quello lì giocava nel Milan?’, ‘Davvero? E poi? Si è infortunato?’, e poi non sacolto più, signora, perchè il resto fa male… Capisce? Dovrebbero scrivere la mia storia, qualcuno dovrebbe farlo…
11
E’ andata così, signora, questa è la storia. Beccato sul fatto, con le maglie sotto il letto, cacciato, fine della festa. Se il calcio mi piace ancora, se lo seguo? Sì e no. Sa che ogni tanto leggo il giornale solo per cercare tra le formazioni della domenica qualche mio amico, in giro per l’Italia? Alcuni ce l’hanno fatta, ma giocano in posti impossibili, lontanissimi da casa, contestati dai tifosi. A volte le prendono pure, sa? Quando la squadra va male, menano i giocatori, mica altri. E’ così. Dice che con tutti quei soldi è il minimo? Io non sono d’accordo, signora. E poi mica guadagnano tutti quello che si prende in serie A… Ma lei lo sa che gli ultras ci sono anche nei dilettanti? Anche tra gli amatory? Tutti con i loro striscioni, i fumogeni, le sciarpe… Sembra un lavoro, loro credono così. L’altro giorno passavo da un campetto vicino casa, giocavano due squadre di brocchi, e sulle tribune c’era uno con uno striscione. Un uomo, uno striscione, contestava… ma ci pensa…?
12
Se li sento, ogni tanto? Sì, signora, a volte chiamano, si fanno sentire, sono bravi ragazzi. Ma fanno un’altra vita. Una serata in giro con loro e mi brucio tutto lo stipendio. Io guadagno mica troppo, sa? Certo, a volte non mi ammazzo di lavoro, me ne sto nel retro a leggere, a dormire, a volte ci bevo su una birra. Ma in cambio mica guadagno dei milioni… Pagano tutto loro, a volte non tocchi nemmeno il portafoglio. Ma così è imbarazzante, signora. A me non va mica tanto di fare il mantenuto dagli amici, le donne se ne accorgono. Io dico sempre che faccio il giornalista, che se dicessi edicolante manco mi guarderebbero. Signora, guardi che ieri suo figlio mi ha fatto segnare due dvd sul conto, giusto per dirglielo, che non voglio problemi. Se I calciatori bevono? E certo che bevono, mica sono automi. Bevono, escono, fanno l’amore, respirano… A vent’anni, con quei soldi, lei se ne starebbe a casa? Io no. Ma ci sto.
13
Ma son mica solo i calciatori signora, cosa crede? Saranno pure ragazzini in mutande, saranno immaturi, sara’ troppo denaro, come vuole, ma allo stadio ci vanno in ottantamila a vederli, cosa crede? Le dico quello che sento dalla gente che passa di qui, tutti dottori e professionisti, loro dicono che e’ il mercato. Capisce, c’e’ richiesta. Immorale? Almeno e’ uno sport, e la televisione? Lei che e’ colta, chi l’ha detta la cosa del quarto d’ora di celebrita’? Chi? Tanto non me lo ricordo, comunque, quello li’. Ecco, aveva torto marcio. Sa cosa, sa perche’? Perche’ qui ce l’hanno tutti, e non vogliono mai che duri un quarto d’ora. ‘Ste serie tv, signora: carabinieri, distretti di polizia, elettrauto, avvocati, dottoresse… se ne fanno una sulle edicole, io son qui…E poi, se continuano a stare tutti in televisione, tutti negli studi, per strada non passa piu’ nessuno, finisce che chiudo…
14
Senta un po’: ieri, verso mezzogiorno, accosta all’edicola una macchinetta scura, di quelle ultralusso che piacciono tanto alle signore. A lei non piace, va bene. Certo signora che c’ha un carattere lei… Comunque, accosta la macchinetta e scende uno, tutto infagottato. Ieri faceva caldo, ricorda? Non caldissimo, ma un buon inizio di Primavera… Insomma, il tizio si avvicina con un cappellino tutto calato sulla fronte, gli occhi coperti dalla visiera, e io mi preoccupo un po’. Non che ci rapinino spesso, pero’ sa, magari la legge della doppia C, qualche mio vecchio errore passato… La doppia C? Creditori e Cornuti, tutti e due da evitare, signora mia… Il tizio si avvicina e, sottovoce, fa “Chi, Novella, Eva”, roba che solo leggendo il labiale. E poi aggiunge “Fai in fretta”. Io do del tu mica a tutti, signora, questo qui era proprio maleducato, allora…
15
…allora, a questo stupido tutto mascherato, io lo guardo e gli dico, anche se so che non si dovrebbe rispondere male ai clienti, gli dico: “Un per favore non ci starebbe male”. Lui si blocca, tace e aspetta. Allora mi fermo anch’io, signora. E mica sono il figlio della schifosa io, non sara’ una gioielleria, ma l’educazione… Niente, non chiede per favore, ma si agita molto, si guarda intorno. Io continuo a non dargli i giornali, ma capisco che ha paura di essere riconosciuto, anche se l’edicola e’ deserta. E io mi incuriosisco. Mi capisce, signora? Di celebritta’ ne ho vista qualcuna, nella vita, ma cosi’ importanti da doversi nascondere e truccare, mai, chissa’ che vip… Allora gli ho detto quanto mi doveva, gli hoo passato i giornali ma li ho tenuti stretti, tra pollice e indice, una bella morsa, senza mollare… e gli ho chiesto (il primo a dare del tu era stato lui), “Vai di fretta? Chi sei?”
16
Eravamo rimasti, signora? Grazie, sa. Lei mi capisce, tutto il tempo qui da solo, che se devo andare in bagno o a fumare una sigaretta o a bere qualcosa, non posso fidarmi di nessuno. Per fortuna che è rimasta lei a controllare. Come dice? Ha venduto anche un quotidiano? Davvero? Beh, grazie due volte. Insomma, le raccontavo di questo tizio e del momento in cui l’ho fermato, per vedere, per capire chi era. Mi capisce, ero curioso: fretta, maleducazione, mistero… Insomma, lui mi guarda e mi fa:”Senti, dammi sto pezzo di carta che l’autografo te lo faccio, in fretta, poi però fammi andare”. Così, secco, odioso. Io ci resto, signora. In silenzio, perplesso, insomma… Son mica uno troppo suscettibile, tipo quelli che per una risposta sbagliata alzano le mani… Però nemmeno un agnellino, signora…
17
Se mi annoio? Ogni tanto sì. Ce n’è pochi come lei, signora. Di quelli che hanno voglia di passare qualche minuto in compagnia, di quelli che hanno voglia di ascoltare. In genere quelli che si fermano qui all’edicola si dividono in due categorie: quelli che comprano e non ti guardano nemmeno in faccia, che non riescono a dirti grazie, e quelli che invece parlano e parlano, senza comprare nulla. In genere sono anziani. No, signora, so che è anziana anche lei, ma lei ascolta. Quelli parlano e parlano ancora, forse perchè ne hanno bisogno e non hanno bisogno di ascoltare. Li capisco, certo, si sentono soli o hanno poche persone con cui parlare. Vero, ma ogni tanto avrei voglia di posare la testa sul bancone e dormire. Diceva? Ah, sì, dicevo io, scusi, le raccontavo del maleducato tutto di fretta e misterioso… Insomma, il tizio mi chiede se voglio un autografo e io ci penso su, prima di rispondergli…
18
Insomma, signora, ero interdetto, così si dice, no? Prenderlo per il bavero e tirarlo dalla mia parte del bancone, urlargli in faccia: “ma chi lo vuole il tuo autografo, idiota, se non so neanche chi sei!”. Oppure sorridere e dirgli: “Ok, grazie”. Così, semplicemente, accettare la sua firma su un pezzo di carta e appenderlo da qualche parte. Senza sapere chi fosse, una firma sul muro e via. Invece, senza rendermene conto, l’ho preso per la manica, dopo aver mollato la presa sui suoi giornali, e ho tirato. L’ho visto sbiancare. Allora ho tirato di più, e lui si è girato, per vedere se c’era in giro qualcuno, per chiedere aiuto. Dovevo avere gli occhi di fuori signora. Sì, un po’ come ora, mentre lo racconto. Occhio pallato e bocca chiusa, silenzioso. Lui, travolto dal panico, mi fa: “Dai, non fare così, non mi hai riconosciuto?”
19
Capisce signora, mi chiedeva se non l’avevo riconosciuto. Stava lì, terrorizzato, senza riuscire a divincolarsi e scappare, e mi chiedeva se non l’avevo riconosciuto. Divincolarsi? Beh, mica è così difficile, signora. Perchè si stupisce? Faccio l’edicolante, lavoro in mezzo a chilometri di parole stampate e scritte, le pare così strano che non sbagli I congiuntivi? Guardi che non è carino quello che ha detto… Ah, dice che è strano, rispetto ai giovani d’oggi… Certo, perchè trent’anni fa eravate tutti linguisti… Lasci stare, me la prendo sempre troppo, questa storia del si stava meglio quando si stava peggio proprio non la reggo. Comunque, le parlavo del nostro vip, del presunto vip. Lui opponeva resistenza, io lo trascinavo, centimetro dopo centimetro, verso la mia faccia. Aveva ancora il cappellino calato a nascondergli la faccia. Ma piano piano cominciavo a intravedere qualcosa. Allora, sempre in uno stato di trance, signora, gli ho detto: “Togliti il cappello, che non ti ho riconosciuto”
20
E allora quello, signora mia, cosa fa? E certo che si toglie il cappello, mica matto! Insomma, mi vede? Se io la prendessi ora per la manica e le ordinassi di fare qualcosa, guardandola con questi occhi qua, lei cosa farebbe? No, non si spaventi… non si allontani signora, non lo farei mai a lei. Ma che scherza, anche con questa faccia sono un bravo ragazzo. Insomma, il vip si è tolto il cappello e… Niente. Buio. Nessun ricordo, nessuna idea. Io non lo conoscevo proprio. E sì che la televisione la guardo, e mica solo programmi sportivi. Varietà, film, le fiction. No signora, a me le fiction proprio non piacciono, recitano tutti come dei cani, è come se lo facessero apposta, perchè tanto il film non va nelle sale cinematografiche. E’ come se dicessero: non paghi? E allora beccati questa frase senza senso, questo strillo senza cuore, la faccia senza rughe nè espressioni. A lei piacciono, capisco. Beh… non era un attore delle fiction. Non era nessuno, per me. Tutto spaventato, la faccia anonima e pallidissima, mi fa: “Ora che hai capito, mi lasci andare, prima che mi riconosca qualcuno?”
21
Chi pensava l‘avrebbe riconosciuto? Questo mi chiedo. Insomma, come si dice, sono lo spettatore televisivo medio. A volte sopporto anche i trenini e i cotillons della domenica, arrivo a tentare di decifrare le liti calcistiche delle tv private, sbircio le gambe dele vallette, ma questo non sapevo chi fosse. Proprio no. Certo, lampadato come si deve. Vestito come si deve. Atteggiato come si deve. Ma quanto a essere chi si deve, no. Allora gli ho dato l’ultimo strattone verso di me e gli ho detto: “Ma chi sei? Chi?”. E lui, piagnucolando, mi ha detto qualcosa di simile a …vetrine. Io l’ho lasciato e lui è scappato in macchina. Vetrine? Cosa significa? Fa il manichino? Fa il vetrinista? Parlava d sangue ed era piastrine, quello che voleva dire? Come? C’è una soap opera che si chiama così? Sì? Beh, me lo dice lei, signora. Io di pomeriggio sono qui a lavorare, oppure nel retro a leggere e dormire. Leggere… in genere preferisco disegnare. Mi rilassa
22
Signora lei mi offende. No, non nel senso che pensa lei, non è stata scortese, è solo che le dico che mi piace disegnare e lei sorride. Infatti, vede? Non disegnare, in realtà, a me piace colorare, mi rilassa. Mi metto nel retro, gambe sul tavolo, e mentre tiro il fiato coloro uno di quegli album da bambini, quelli con grossi animali solo tratteggiati, da completare. Alla mia età, è strano dice? Guardi, l’unica cosa strana è che ormai in queste edicole è più facile trovare dei seni in silicone piuttosto che non album da colorare. Da piccolo i miei mi regalarono un bellissimo album di maiali. Maialini, che è più carino da dire e da sentire. Di un tale, Richard Scarry si chiamava. L’album diceva: Cosa fare quando piove. Cosa fare? Colorare maiali. Mi creda signora, lo rimpiango ancora adesso, quando piove e quando non piove. Perchè? Colorare maiali è molto meglio che non guardarli passare…
fine
Scritto da:
sumo
alle ore 12:10 |
link |
commenti |
commenti (popup) |
categoria: